Google cerca hangar

Larry Page ed Sergey Brin, i fondatori di Google, stanno cercando un hangar per gli 8 jet privati della loro azienda.

Come cercare un hangar abbastanza grande per 8 jet a San Francisco? Molto probabilmente avranno inserito nel motore di ricerca da loro creato “biggest hanger in san francisco“, e tra i primi risultati avranno trovato “hangar one“, ovvero un hangar di proprietà della NASA grande quanto 5 campi di calcio, alto 60 metri, costruito negli anni ’30 presso il Moffett Federal Airfield, nella baia di San Francisco, molto vicino a Mountain View dove è situata la sede di Google.

Dopo aver individuato l’hangar, Larry e Sergey hanno preso carta e penna ed hanno chiesto alla NASA se potevano usufruire per i 2/3 della superficie dell’hangar; in cambio loro avrebbero ristrutturato la copertura che attualmente è stata rimossa in quanto costruita con amianto e piombo; costo dell’operazione 33 milioni di dollari.

Semplice no!

Alcune foto dell’Hangar One


Rob Holland 2011

Un video realizzato dalla troupe di Rob Holland riassume la sua ultima stagione, conclusasi con il primo posto nella gara di freestyle durante i WAC 2011 a Foligno

A330 della China Eastern decolla senza autorizzazione

Il pilota non sa l’inglese e l’aereo decolla nonostante il divieto. Il velivolo, un Airbus A330-200 della compagnia China Eastern [marche B-6122, volo MU-516], lunedì scorso è partito da Osaka diretto a Shangai, benchè la torre di controllo non avesse concesso l’autorizzazione.
Secondo le autorità giapponesi, l’equipaggio dell’aereo cinese ha lasciato Osaka regolarmente, senza che il comandante avesse capito il divieto di decollo: il pilota e il suo secondo non sono stati in grado di comunicare in inglese.

Questa è la notizia apparsa oggi su ansa.it… ho i miei dubbi che i piloti cinesi coinvolti in questo episodio non sapessero parlare inglese, visto che in aviazione tutto funziona per “procedure”; i vocaboli sono sempre gli stessi. Piuttosto ipotizzo un misunderstanding, ovvero la torre potrebbe aver dato istruzioni poco chiare o i piloti potrebbero aver capito male…

Sta di fatto che l’aereo è decollato senza autorizzazione, e per fortuna non c’era nessun altro traffico in atterraggio/decollo lungo la stessa pista.

Precipita un M-346 Master a Dubai

Un M-346 Master (matricola X615, c/n 6962/001, il primo prototipo realizzato) è precipitato in mare ieri mattina nei pressi dell’isola ancora in costruzione Palm Deira, a Dubai, mentre si apprestava a tornare in Italia dopo essere stato al Salone di Dubai, conclusosi ieri.

I due piloti si sono eiettati e sono già stati recuperati; avrebbero riportato solo lievi ferite. Il velivolo, è andato distrutto, secondo Aviation Safety.

Stando alla stampa locale, un portavoce del costruttore dell’aereo, Alenia Aermacchi, avrebbe confermato i fatti, precisando che si tratta di un prototipo militare utilizzato dall’industria e non destinato alla vendita.

Le indagini su quanto avvenuto sono state avviate, come pure sarebbe stata data vita ad una commissione d’inchiesta interna. Il portavoce avrebbe concluso affermando che rappresentanti di Alenia Aermacchi stanno collaborando con le autorità locali attraverso l’ambasciata italiana negli Emirati Arabi Uniti.

Sembra che il velivolo si stesse dirigendo in Arabia Saudita, per poi far rientro in patria.

UPDATE: I piloti conivolti nell’incidente sono il capitano Giovanni Bingley ed il co-pilota Butch Korino. Il primo ha riportato lesioni non gravi, il secondo la frattura di una gamba. L’M-346 era decollato dal Dubai International Airport alle 12:45 (locali). Poco dopo il decollo, la torre di controllo ha perso il contatto radio con Bingley, che successivamente si è messo in contatto telefonico con il 999 (numero di emergenza locale) per richiedere soccorsi. Alle operazioni di recupero hanno partecipato 3 ambulanze ed un elicottero.

Arriva il primo M-346

La Direzione Generale degli Armamenti Aeronautici ha accettato il primo addestratore avanzato Alenia Aermacchi M-346, che presto giungerà al Reparto Sperimentale Volo per le prove operative. L’annuncio è stato dato al salone di Dubai, qualche giorno dopo l’accettazione del caposerie, al quale dovrebbe seguire a giorni quella del secondo esemplare.

La scelta del luogo per l’annuncio è significativa: due anni fu proprio a Dubai che l’M-346 colse la sua prima affermazione internazionale, alla quale deve però ancora seguire la firma del contratto. Nel frattempo l’addestratore ha vinto una seconda gara a Singapore, i cui aerei sono già in produzione a Venegono.

La consegna degli altri quattro M-346 del contratto italiano, nonché del sistema addestrativo integrato, è prevista nel corso del 2012. La certificazione dell’aereo, battezzato T-346A secondo la nomenclatura unificata della DGAA, è avvenuta nel giugno 2011.

Red Arrows, incidente mortale a RAF Scampton

Le Red Arrows stanno vivendo un bruttissimo periodo… dopo l’incidente mortale occorso il 20 Agosto a Jon Egging (ve ne abbiamo parlato qui), oggi la pattuglia acrobatica della Royal Air Force piange la scomparsa di un altro pilota, Flt Lt Sean Cunningham.

Nella base di RAF Scampton il pilota del Red 5, Sean Cunnungham è stato eiettato dal suo Hawk T1 mentre l’aereo era ancora a terra, durante la fase di rullaggio. Ancora non è chiaro se il pilota si sia eiettato volontariamente, se abbia azionato il comando di espulsione per errore, o se il meccanismo si sia azionato a causa di un guasto.

In base a quanto riportato su Wikipedia, l’Hawk T1 è dotato di un “Martin-Baker Mk 10B zero-zero rocket-assisted ejection seat“, ovvero di un sistema di eiezione Martin-Baker Mk 10B zero-zero, assistito da un razzo.

Zero-Zero sta per zero altitudine e zero velocità, ovvero il sistema di eiezione è in grado di espellere il pilota in tutta sicurezza anche quando l’aereo si trova a quota “zero” e velocità “zero”. Una volta che viene attivato il sistema di eiezione, delle piccole cariche esplosive fanno staccare il tettuccio dalla fusoliera; le spalle e le gambe del pilota vengono bloccate automaticamente al seggiolino per evitare di urtare involontariamente gli arti contro l’aereo; i razzi, sotto il sedile, si attivano, e lanciano il pilota fuori dall’abitacolo ad una quota di sicurezza; dopodicè una piccola carica esplosiva facilita l’apertura del paracatude, che riporta il pilota a terra.

Di seguito alcune di foto dell’Hawk T1 coinvolto nell’incidente; si può notare che l’aereo è senza tettuccio e sulla fusoliera, in corrispondenza del sedile del pilota, ci sono delle bruciature, causate dall’accensione del razzo del Martin-Baker

Al link http://www.martin-baker.com/Sub-Navigation/Multimedia/Video/Zero-Zero-Test-1.aspx è presente un video che mostra il funzionamento seggiolino eiettabile “zero-zero”.

Il sistema zero-zero consente ad un pilota di eiettarsi in tutta sicurezza anche quando l’aereo è fermo a terra. Molto probabilmente, nell’incidente occorso oggi a RAF Scampton, si è verificato un guasto che non ha lasciato scampo al pilota.

Il Ministero della Difesa UK ha annunciato che la Military Aviation Authority aprirà un’ inchiesta indipendente per appurare le cause dell’incidente.

Fermate quell’aereo!

Sembra la scena di un film, invece è realtà.

La polizia di Ribeirão Preto (Brasile) doveva fermare un aereo (un piccolo monomotore ad elica) pronto per il decollo… anzi stava già decollando. Come fare? Semplice… lo hanno inseguito lungo la pista in terra battuta, e con il parabrezza della macchina hanno colpito l’ala dell’aereo causando il cedimento del carrello, interrompendo quindi la corsa di decollo.

In questo caso l’aereo doveva essere fermato in quanto stava trasportando computer e ed altro materiale elettronico, presumibilmente rubato. Di solito questi aerei vengono utilizzati per il trasporto della droga.

Atterraggio d’emergenza per un Boeing 767

Un Boeing 767 di LOT è atterrato ieri con il carrello retratto sull’aeroporto di Varsavia senza nessun danno per le 231 persone a bordo.

La macchina, immatricolata SP-LPC, era partita da Newark, negli Stati Uniti, ed ha orbitato nel cielo della capitale polacca per alleggerirsi del carburante mentre la pista dell’aeroporto “Frederic Chopin” era inondata di schiuma antincendio dai mezzi di soccorso.

Ammaraggio di un Cessna 310

Il pilota 65enne di un Cessna 310 decollato da Monterey, California, e diretto a Hilo, nelle Hawaii, si è reso conto di essere a corto di carburante a circa 500 miglia dalla sua destinazione. La distanza tra Montery ed Hilo è di 2,400 miglia (3,862 km).

La Guardia Costiera ha raggiunto il Cessna 310 – YV2233 – con un HC-130 ed un MH-65 Dolphin, ed ha iniziato a fornire istruzioni al pilota per l’ammaraggio. Dopo 1 ora di volo dal messaggio di allarme, il Cessna ha esaurito il carburante, ed ha iniziato la procedura di ammaraggio sotto la scorta dei mezzi della Guardia Costiera. E’ ammarato ad appena 13 miglia nautiche dall’aeroporto di Hilo. Il pilota è uscito dall’abitacolo senza riportare ferite ed è stato recuperato dall’elicottero. L’aereo è affondato dopo 15 minuti.

Il Cessna 310 ha un’autonomia di 1000 miglia, ma il 310 coinvolto nell’incidente sembrava essere dotato di serbatoi alari che consentono un’autonomia maggiore.

Il pilota, Charles Brian Mellor, è un pilota esaminatore JAA con circa 8.000 ore di volo all’attivo.

Ecco il video dell’ammaraggio:

 

 

Il primo Boeing 787 prende il volo… finalmente!

Il B787 Dreamliner è un aereo bimotore costruito in materiali compositi pensato per voli di lungo raggio no-stop. Un velivolo definito dal costruttore Boeing ‘super-efficiente «ideato per risparmiare il 20% carburante e pensare all’ambiente, inquinando meno. A realizzarlo un team composto dalle più importanti aziende internazionali statunitensi, australiane, canadesi, asiatiche, europee guidate dalla Boeing.

Fra queste l’italiana Alenia Aeronautica (Finmeccanica) negli stabilimenti in Puglia e Campania, Fuji Heavy Industries, Kawasaki Heavy Industries, Mitsubishi Heavy Industries, Honeywell, General Electric, Rolls-Royce, Saab. Il programma con il nome iniziale ’7E7′ ha messo i primi passi nel 2004, ha avuto vari slittamenti e il primo volo previsto a fine del 2007 è avvenuto nel dicembre 2009

Il primo Boeing 787 Dreamliner è stato finalmente consegnato alla compagnia di lancio, la giapponese Ana (All Nippon Airways) con una cerimonia a Everett, nello stato americano di Washington. Finalmente perché il velivolo, wide-body da 290 posti, è in ritardo di tre anni e i costi di sviluppo si sono letteralmente moltiplicati. Ma il contenuto di innovazione, sia sui materiali impiegati che nel processo produttivo, è tale da far passare in secondo piano i problemi fin qui incontrati.

“Sarà ricordato come uno dei giorni più importanti nella storia di Boeing e in quella dell’aviazione commerciale – dice Jim Albaugh, presidente e amministratore delegato di Boeing Commercial Airplanes -. Oggi, 26 settembre, sarà indicato in futuro come l’alba di una nuova era dell’aviazione”. Continua a leggere ‘Il primo Boeing 787 prende il volo… finalmente!’

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